Fernet Branca, 170 anni di orgoglio italiano

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Nel 1845 il farmacista Branca e il medico erborista svedese Fernet misero a punto a Milano un amaro a base di erbe per la cura del colera e della malaria.

Subito ebbero riconoscimenti, certificazioni e testimonianze dagli ospedali e dalle case di cura sull'efficacia del loro prodotto.

Nacque così l'amaro-digestivo Fernet Branca, oggi conosciuto in tutto il mondo. Il logo che da sempre li accompagna è un'aquila che afferra con i suoi artigli la bottiglia dell'amaro, mentre sorvola il mondo.

Per ottenere il Fernet Branca servono 27 erbe (tra le quali: aloe, rabarbaro, genziana, liquirizia, zafferano, anice stellato, mirra, menta, cannella, china...) che devono macerare nell'alcool e poi essere filtrate e conservate in botti di rovere per un anno. Rimangono segrete 6 spezie/ingredienti e solo alcuni dipendenti e il proprietario conoscono tutta la ricetta; purtroppo il 4% del prodotto evapora in botte.

Per i 170 anni di storia la famiglia Branca ha voluto inaugurare una ciminiera alta 55 metri con il murale più alto d'Italia e tra i più alti d'Europa con una straordinaria opera di street art. I disegni sulla ciminiera richiamano le 27 erbe e l'aquila del Fernet Branca. Per dipingerla gli Orticanoodles, artisti nati nel quartiere dell'Ortica, hanno usato la tecnica dello spolvero, la stessa che utilizzò Michelangelo nel 1500. Dall'interno del cortile è possibile vedere anche le radici dell'albero/ciminiera che terminano su una palazzina, queste sono state firmate da tutti i dipendenti dell'azienda che sono molto orgogliosi di farne parte. In questo modo la Fratelli Branca Distillerie ha consolidato un concetto a loro molto caro "Novare serbando", rinnovarsi puntando sull'originalità, conservando però la tradizione. Nel 2009 è stato inaugurato anche il Museo della collezione Branca che raccoglie e conserva oggetti e documenti che vogliono ricordare il passato e sottolineare il legame di Branca con Milano: fotografie, calendari, manifesti, giornali, medaglie, gadget, macchinari e strumenti come mortai, torchi, alambicchi, distillatori e tanto ancora come i tantissimi falsi, cioè bottiglie realizzate in tutto il mondo che cercano di imitare il Fernet Branca originale.

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I "Caroselli" e una pubblicità strategica sono sempre state inoltre grandi alleate di questa azienda che esporta 20 milioni di bottiglie all'anno, circa l'80% della sua produzione e ha un unico stabilimento a Milano, per l'Italia e l'Europa, in via Resegone, ed uno in Argentina, perché in Sud America, grandi consumatori di questo prodotto, gustano il Fernet Branca non solo liscio ma anche con Coca Cola, caffè o ginger o, come in Europa, col ghiaccio e nei cocktail. Distillerie Branca ospita spesso anche corsi di preparazione per barman ed esperti del settore e visitatori da ogni parte del mondo. La nostra simpaticissima e competente guida, il signor Marco, ci ha poi accompagnato in cantina dove abbiamo trovato 800 botti di rovere, 500 per il Fernet Branca e 300 utilizzate per contenere il Brandy Stravecchio e la Grappa Candolini, altri importanti liquori insieme a Brancamenta, Sambuca Borghetti, Caffè Borghetti e Punt e Mes. In cantina è stata un'esperienza anche sensoriale per gli odori dai quali siamo stati travolti, siamo rimasti poi senza parole davanti ad un' enorme botte che conteneva 839 ettolitri di Brandy Stravecchio e che dal 1932 non è mai stata svuotata completamente. Abbiamo concluso la nostra visita al reparto di etichettatura e imbottigliamento; anche questo reparto, insieme a tutto il resto, ha reso questa esperienza davvero indimenticabile!

(Classi seconde tempo prolungato IC Scialoia)