Milano ha la sua prima Garante per i diritti dei bambini e dei ragazzi

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Milano è una delle poche città in Italia ad avere una Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Si chiama Anna Maria Caruso, ed è un giudice del Tribunale per i minori di Milano. Noi ragazzi l’abbiamo intervistata.

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Durante la prima lezione di attività sociali dell’anno le prof Annalisa e Simonetta ci hanno parlato della Garante dei diritti dei bambini, una figura istituita quest’anno per far conoscere e rispettare i diritti dei bambini in città, e ci hanno chiesto quali domande ci sarebbe piaciuto fare se avessimo potuto intervistarla. In poco tempo abbiamo riempito due cartelloni delle domande più svariate. Abbiamo poi lavorato per  eliminare quelle ripetute e simili. Alla fine abbiamo tenuto 20 domande importanti.
La settimana dopo, mercoledì 5 ottobre, siamo partiti da Rinascita con i nostri taccuini per incontrare la tanto sospirata Garante e dopo diciotto fermate di tram siamo finalmente arrivati a Palazzo Marino dove ci hanno accolto come se aspettassero degli ospiti importanti e ci hanno scortato fino alla Sala della Giunta, il luogo dove si riunisce il sindaco con i suoi collaboratori, dove tutti siamo rimasti con il mento per terra. La sala era molto grande e solenne, con un immenso tavolo circondato da sedie scarlatte bordate d’oro e con due giganteschi lampadari antichi pieni di sberluccichini pendenti. La cosa più bella in assoluto però erano i microfonini con i pulsanti e la luce. Parlarci dentro ti faceva sentire come in un film.
 Quando è arrivata la Garante, non abbiamo capito subito che era lei perché, anche se ne parlavamo da una settimana, non l’avevamo mai vista. Ci è sembrata disponibile e accogliente. Dopo una breve presentazione in cui ha raccontato di essere stata nominata dal sindaco e di voler essere un “punto di riferimento permanente per i bambini in modo che Milano sia più bella e accogliente per tutti”, ha iniziato a rispondere alle domande che le venivano poste, cercando di dare spazio sia a quelle dei ragazzi della scuola Borsi che alle nostre.  Ha detto che il diritto più importante è quello della libertà perché ognuno deve potersi costruire la sua strada ed” esprimere le sue potenzialità per poter diventare un cittadino completo”. Ha risposto alla domanda di Giulia dicendo che una volta i bambini non venivano neanche considerati e che a loro era negato il diritto all’ascolto, cosa che le è sempre sembrata molto ingiusta. A questo proposito ha detto una cosa che ci ha molto colpiti: “nelle fiabe quando nascono i bambini arrivano le fatine buone a portare loro dei doni. Tutti i bambini dovrebbero poterle ricevere”. Rachid ha chiesto se avesse mai visto bambini costretti a lavorare. In alcuni paesi questo è considerato giusto e normale ma i bambini devono  giocare e studiare, perché questi sono i lavori giusti della loro età. Due momenti molto belli sono stati quando ha raccontato delle cose un po’ personali, come il fatto che non le piacesse l’università a cui si era  iscritta, oppure quando ha detto che facendo il giudice minorile aveva avuto tantissime volte la tentazione di portarsi a casa qualche bambino in grave difficoltà. Si è soffermata su due diritti importantissimi per i bambini: il diritto alla libertà, senza il quale non ci possono essere gli altri, e il diritto all’ascolto, che “dovrebbe essere un obbligo per tutti gli adulti, anche se questo non significa far decidere necessariamente i bambini o accontentarli in tutte le loro richieste”.
Fuori dalla sala intanto era stato allestito un mini-bar con una signora vestita impeccabilmente che ti assisteva e serviva succhi di frutta, tè e biscotti e ci è stato detto che potevamo alzarci e andare liberamente. Tutti però abbiamo aspettato che l’incontro fosse finito perché l’incontro era comunque interessante (e perché le nostre prof ci avrebbero fulminato se ci fossimo alzati…)

Rivisto&Approvato da Elena e Sara con i contributi di: Giulia,Rachid, Diego, Lupo,Valerio