Intervista alla Garante per i Diritti dei Bambini e dei Ragazzi: Anna Maria Caruso

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Chi protegge i nostri diritti?

Vi presentiamo Anna Maria Caruso, Garante dei diritti dei bambini per il comune di Milano. L’abbiamo tempestata di domande, facendo un po’ a turno, mentre lei rimaneva compita sulla sua sedia rossa ricamata e tendeva le mani sul grande tavolo rettangolare.

 

 

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Ma chi è il garante?
Una nuova carica di cui solo da poco si sente parlare nella nostra città, ma in realtà concepita molto prima. Non un inutile ruolo in più nella tanto odiata burocrazia, ma un requisito in più per Milano. La nostra città vanta infatti oggi il titolo di “Città amica dei bambini” rilasciato dall’UNICEF, ma per ottenere questa onorificenza Milano doveva prima avere anche un Garante per i diritti dell’Infanzia.
Il Garante dell’Infanzia è infatti colui (o, come nel nostro caso, colei) che garantisce il rispetto dei diritti dei bambini, sanciti con la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia del 1989.
il 5 ottobre, tra le allungate di collo verso il lungo microfono di cui disponeva ogni posto e le scribacchiate veloci sui fogli volanti, l’abbiamo intervistata, chiedendole le sue opinioni personali, domandandole chiarimenti sui suoi compiti e sui progetti che sta portando avanti o che intende sviluppare con il suo staff. L’abbiamo tempestata di domande, facendo un po’ a turno, mentre lei rimaneva compita sulla sedia rossa ricamata e tendeva le mani sul grande tavolo rettangolare.

Chi è Anna Maria Caruso (la nostra Garante)
La nostra Garante, scelta attraverso un bando e che coprirà il suo ruolo per 5 anni, è la signora Anna Maria Caruso. Una donna cortese e aperta, che ci ha anche raccontato un po’ del suo passato.
Laureata in Giurisprudenza, quando ancora studiava domandò di fare tirocinio per qualche tempo al Tribunale dei Minori; la richiesta le fu rifiutata proprio perché in quegli anni l’attenzione dedicata ai più piccoli era notevolmente inferiore rispetto a quella di oggi. Alla fine del suo apprendistato, tuttavia, lei scelse proprio di lavorare nel settore che riguardava la giustizia minorile e in questo ambito è stata sostituta del Procuratore e Procuratore Generale, oltre a essere un Giudice Penale.
La signora Caruso ci ha raccontato di come, quando lavorava sui casi della provincia di Varese, le capitasse di chiamare i genitori di bambini che non erano registrati alla scuola dell’obbligo, o che per svariate ragioni non la frequentavano; e di come rimanesse ogni volta stupita dal fatto che i genitori non afferrassero la gravità della loro decisione. Il problema era che a quegli adulti non era stato insegnato il rispetto per il diritto all’apprendimento, né a rispettare il diritto dei ragazzi a essere ascoltati e a esprimere le loro idee.
Abbiamo scoperto, infatti, che la Garante come giudice minorile si è occupata di problemi per la maggior parte diversi da quelli che conosciamo più da vicino. Nella nostra realtà il diritto all’ascolto è più che rispettato, ma se si allargano gli orizzonti scopriamo che non per tutti è così. Anna Maria Caruso ha gestito – solo per fare un esempio - casi di divorzio, in cui il bambino veniva sballottato senza cura, come una zattera nella tempesta che i genitori stavano vivendo. O, ancora, ha toccato con mano la realtà di bambini che lavoravano, veri e propri casi di sfruttamento.
Le abbiamo chiesto se è possibile intervenire per aiutare i bambini immigrati o rifugiati e lei ci ha risposto che purtroppo sono tanti, troppi i minori non accompagnati che vanno dispersi durante questi spostamenti e di cui non si sa più niente e che sì sarebbe importante trovare una soluzione con l’impegno di diverse istituzioni locali e nazionali.
Incontrare la Garante è stato molto interessante, abbiamo vissuto una bellissima esperienza. Conoscerla è stato un piacere perché è una persona simpatica e paziente. Sapere che c’è qualcuno che si occupa dei nostri diritti è molto importante e rassicurante.
Voi che cosa ne pensate?

Il diritto più importante? La libertà.

Per Anna Maria Caruso la libertà è il diritto più importante. Per diventare cittadini, ha detto, è necessaria e indispensabile la possibilità di scegliere e non vi è alcun progresso né evoluzione senza libertà.
A noi consiglieri questa parte sul diritto alla libertà è piaciuta molto; ci è piaciuto pensare che ciascuno di noi ha il diritto di poter scegliere la propria strada e di poterla costruire. “Libertà” non significa che possiamo fare quello che vogliamo ma che anche noi possiamo partecipare ad alcune scelte che ci riguardano da vicino.
A questo proposito la Garante ha specificato che il diritto per lei meno osservato è sempre stato quello all’ascolto dei bambini. Un diritto e un’attenzione che hanno acquisito importanza solo nell’ultimo secolo e soprattutto negli ultimi anni. E proprio in nome di questo diritto la Garante ha specificato che desidera l’opinione di noi giovani e spera di avere un contatto diretto con i Consigli di Zona dei Ragazzi e delle Ragazze. Forse non sarà facile, ma abbiamo tutta l’intenzione di provarci!

Combattere il bullismo, anche quello cyber
Fra i progetti a cui si dedica la Garante alcuni sono forse un po’ lontani da noi, ma altri comprendono temi, come il bullismo e il cyber bullismo, che ci riguardano da vicino. Anna Maria Caruso suggerisce di stare molto attenti in rete, e ritiene molto importante che argomenti come questi siano affrontati da noi nelle scuole, nelle classi, anche solo confrontandoci tra di noi su che cosa ne pensiamo. Forse ne sappiamo più di quanto non immaginiamo e lo scambio tra pari potrebbe aiutarci a essere più sicuri quando navighiamo o usiamo i social.
La Garante conta di migliorare l’efficienza degli assistenti sociali, aumentare la conoscenza e il rispetto dei diritti dei bambini.
È già riuscita ad organizzare in 40 scuole di Milano attività pomeridiane sportive o culturali (come il teatro), ma conta su molte altre iniziative in gestazione.


Che cos’altro farà a Milano?
Tra i suoi compiti c’è quello di seguire le iniziative e i servizi riguardanti i ragazzi, facilitarne la diffusione e la conoscenza. La Garante inoltre controlla la situazione dei più piccoli durante i processi, esercita un controllo anche sulla presenza aree ludiche nella città dedicate ai bambini. Prendiamo per esempio un nuovo quartiere in costruzione: sarà suo compito assicurarsi che nel realizzarlo siano tenuti in considerazione anche i diritti dei bambini. In questi ambiti il Garante dell’Infanzia stimola il Comune a prendere decisioni che tengano conto dei nostri bisogni, incoraggia, supervisiona, può segnalare i problemi all’amministrazione ma non decidere direttamente.

Un ruolo raro
In Italia abbiamo un Garante Nazionale e Garanti Regionali per l’infanzia, ma Milano è una delle poche città a godere di un Garante privato. Una bella soddisfazione!

I ragazzi di Via Ojetti, nonché Consiglieri di Zona al CDZRR 8 (Consigli di zona dei ragazzi e delle ragazze Municipio 8)